martedì 23 agosto 2016

Gigantomachia - Demo

Artista: Gigantomachia
Disco: Demo
Genere: Melodic death metal
Durata: 17'
Tracce: 3
Anno: 2016 

Etichetta: nessuna


Voto: 6.5

Recensionea cura di: Leonardo Palestini

Mi fa sempre piacere ascoltare qualche lavoro nuovo, sconosciuto, da scoprire! E molto spesso esprimersi o comunque descrivere questo tipo di brani può essere complicato, perché come puoi trasmettere a parole ciò che è la musica? 
Ma io ci provo lo stesso, ed in questa recensione andremo a parlare di una band di Alatri, fondata nel 2005 da Lorenzo Barabba Suminier (basso) con l’intenzione di dirigere la propria musicalità e votarla a quella misteriosa ed oscura sfera della musica che è il Death Metal, i Gigantomachia! Questo gruppo ha senz’altro delle sonorità niente male (sicuramente da raffinare), che paradossalmente andrei a piazzare tra Amon Amarth ed In Flames, per la voce (quando il cantante ci prende) anche se le soluzioni che alle volte vengono trovate per far chiudere i riff di chitarra non sono proprio Death (non per questo non orecchiabili) ma questo più avanti.
I Gigantomachia ci propongono una demo composta da tre tracce, le cui tematiche girano intorno alle leggende Saturnine e Greche della città dei ciclopi di Alatri, ad un primo ascolto si riescono a cogliere in alcuni punti dei gustosi riff "vichingheggianti", in cui la voce del cantante accompagna l’ascoltatore in mezzo a ciclopiche tempeste di riff! Anche se poco dopo, in alcuni casi, la voce risulta forse un po’ troppo strozzata, e supera il limite della forzatura, cosa che forse stona un pochino nell’insieme. Nel complesso però devo dire che alcune tracce vale la pena ascoltarle, perché in alcuni passaggi hanno davvero una certa sostanza.
La prima traccia è Aldebaran (Taurus Head), che inizia con un oscuro arpeggio sul quale si adagia una voce un pochino strozzata, l’effetto non è il massimo, ma poi la canzone si apre e la voce si alterna tra un growl profondo alla Amon Amarth ed uno un po’ più “graffiato” alla Anders Friden, su riff che proprio death non sono, rimanendo comunque nell’insieme, piacevole. L’assolo della canzone non è proprio molto melodico, forse un pochini insipido, ma comunque ben fatto e quindi con qualche piccolo accorgimento potrebbe migliorare esponenzialmente.
La seconda traccia è Leviathan, che inizia oserei dire in modo “Danzigiano”, per poi però schiudersi in qualcosa di relativamente più viking, anche se la voce rimane troppo strozzata. Migliorandola un pochino, potrebbe davvero avere un effetto meraviglioso su questo pezzo, che ritengo essere, dal punto di vista della struttura, quello che preferisco. Qui l’assolo regala qualche emozione in più, è già molto meglio del precedente!
La demo si conclude con Eye of the Cyclop, e qui si sente il death. E' un pezzo molto carico, che modestamente ritengo essere quello da un punto di vista musicale più completo della demo. Il gioco di chitarra sul ritornello, quasi cantilenante dopo un po’ diventa un pochino fastidioso, anche se armonizzato sarebbe una bomba - parere personali
Il batterista da il meglio di se, anzi complimenti perché in tutta la demo è forse il più preciso della band, una vera macchina da guerra. 

Detto questo, rimane una demo, ma il potenziale in essa contenuto non è assolutamente da sottovalutare.
Lo ritengo un lavoro da ascoltare!



Traccia più interessante: Eye of the Ctclop

Sample track - Aldebaran


Tracklist
01 - Aldebaran (Taurus Head)
02 - Leviathan
03 - Eye of the Cyclop