martedì 4 ottobre 2016

EPICA-The Holographic Principle

Artista: EPICA
Disco: The Holographic Principle
Genere: symphonic metal
Durata: 1h12'
Tracce: 12
Anno: 2016 

Etichetta:Nuclear Blast


Voto: 8

Recensionea cura di:Leonardo Schrikker

Il principio olografico Gli EPICA (Excellence Power Intelligence Creativity Ambition) sono quel tipo di band che in prima istanza intriga moltissimo sia per la presenza di una frontwoman di assai bella presenza che per la componente sinfonica della loro musica che attira molto un certo tipo di pubblico. Quello che all'occhio non salta subito è tutto ciò che vi è alla base, ossia la profondità dei messaggi che questo affiatato sestetto olandese ama inserire nelle proprie canzoni. I suoni nei brani di questo disco sono molto in linea con quelli degli album precedenti, anche se sono state selezionale alcune sfumature particolari piuttosto che altre e sono state inserite in un contesto diverso, diciamo che a mio avviso sono state portate ad un livello superiore in quanto a strutture dei pezzi ed arrangiamenti degli stessi, il groove è quello, ma è tutto semplicemente "di più", e non si percepisce assolutamente un cambiamento "forzato" anzi, si tratta proprio dell'evoluzione musicale della band che affiora e va a prendere il suo posto nel percorso evolutivo e di crescita di questi ragazzi, che si ritrovano a comporre i brani tutti insieme, con approcci e generi diversi di musica nelle orecchie, che rendono il risultato delle loro composizioni assai imprevedibile, ma comunque degno del nome della loro band. Questo lavoro infatti, a mio avviso, abbraccia una più ampia fetta di pubblico rispetto ai precedenti. In questo album gli EPICA provocano l'ascoltatore (attraverso le liriche dei vari brani) con un dubbio, ossia...possibile che la vastità dell'intero universo non sia che un'illusione olografica? Che la realtà e le sue variabili non siano che la proiezione di variazioni stocastiche all'interno di una semplice matrice precompilata? Che ruolo gioca in questo tutta la tecnologia che ci circonda e che permea le nostre vite, siamo veri o siamo finti? Ciò che proviamo è vero o è solo un'illusione? In tutta questa indecisione, il messaggio che la band voleva lasciare all'ascoltatore è che anche nei momenti più difficili noi abbiamo la possibilità di scegliere, e che se le nostre scelte dovessero rivelarsi inefficaci, le nostre passioni non ci abbandoneranno mai, ed in quelle è possibile rifugiarsi nel momento del bisogno, come se fossero una sorta di ancora di salvezza, mentre il mondo dentro di noi finisce. Un album davvero ben riuscito, di cui essere veramente fieri. Passiamo alle canzoni: Eidola Il disco si apre con degli spaventosi suoni apocalittici, quasi come se l'ascoltatore dovesse andare incontro all'armageddon e trovasse dei cori angelici ad accoglierlo in una nuova dimensione, cosa che è anche in linea con il messaggio che questo album vuole trasmettere, molto interessante! Edge of the Balde Classico Metal sinfonico, allegro e ritmato, la voce groovosa della frontwoman da la carica per tutto il pezzo, che non ha molte variazioni però risulta in finale molto azzeccato, di breve durata ma che gode di una struttura interessante. A Phantasmic Parade Un pizzicato d'arpa introduce l'ascoltatore a questo brano, le chitarre seguono quasi subito, e la Voce di Simone poi lo apre definitivamente, andando a delineare una melodia molto orecchiabile anche se forse si discosta leggermente dalla base musicale che l'accompagna. Un grawl si manifesta in alcune parti durante l'esecuzione del brano, senza però colpire particolarmente nel segno, la struttura del pezzo è accattivante e la parte sinfonica gioca un importante ruolo nel brano, forse troppo importante, andando un pochino a disturbare quell'equilibrio creatosi tra voce ed altri strumenti. Universal Death Squad Un'introduzione melodica ad un pezzo decisamente spinto, la cui rabbia viene a mio avviso un pochino smorzata dalla componente sinfonica, la voce poi si lancia in intricati scambi con la chitarra che secondo me è davvero il pezzo forte di questa band! La melodia di questo pezzo è davvero interessante e "catchy", più che negli altri pezzi. I passaggi il cui il grawl ruba la scena forse lo rovinano un po' anche se la chitarra e la voce creano meraviglie, un pezzo di sei minuti che sembra durarne di meno, un brano molto azzeccato. Divide and conquer Dei rumori di guerra in sottofondo lasciano il posto ad un interludio di tastiere e batteria che poi esplodono in un coro che si spalma su un riff di chitarra davvero niente male! Anche qui il grawl si fa sentire, alternandosi alla voce della frontwoman, seguito poi da una bellissima linea vocale, una delle più belle del disco. Beyond the Matrix Questa canzone si apre con dei fastosi cori vichingheggianti, supportati da una solida base orchestrale, almeno per il primo minuto, in seguito il pezzo cambia completamente, diventando volutamente più spoglio, forse la variazione è un pochino brusca, si sente un piacevole groove nelle note vocali. Un bridge ed un assolo davvero strepitoso scuotono l'ascoltatore, ritorna poi tutto ciò con cui il brano si è aperto, seguito da un grawl che si fa sopportare fino a che la canzone poi non si spegne nei cori come era iniziata, con un ottimo lavoro da parte del batterista. Once upon a nightmare Un violino solitario al quale si accostano poi altri strumenti apre questo brano, che rimane orchestrale anche quando, intorno al secondo minuto, comincia a pronunciarsi Simone con una melodia molto aggraziata, un pezzo molto interessante questo, una ballata davvero mozzafiato, in cui tutti i musicisti possono esprimersi al meglio, forse il pezzo più bello del disco (sarà perché non c'è il grawl?), le linee vocali armonizzate alla perfezione su arrangiamenti alquanto strepitosi, da lasciare a bocca aperta il pubblico dei concerti. The Cosmic Algorithm Un pezzo piuttosto spinto e compatto, intricato per alcuni versi ma abbastanza lineare per altri, la linea vocale è quella (ed è molto bella) e la ricercatezza delle conclusioni che trovano per smussarne gli angoli è da apprezzare, nell'insieme un buon pezzo, intorno alla metà del terzo minuto il nucleo del brano esplode e conquista l'ascoltatore. Ascension - dream state armageddon 8 note fanno da sottofondo al cantato della Simmons, mentre le chitarre e la batteria si inseriscono fino ad aprire concretamente il brano, ad accogliere l'ascoltatore un grawl che stona un pochino sulla base musicale, non essendo questa abbastanza "cattiva" da reggerlo. Si susseguono gustosi riff di chitarra in sottofondo, e verso il terzo minuto il brano prende una svolta "death" sul quale il grawl effettivamente si adagia meglio, anche perché la batteria prende il comando e la componente sinfonica si adegua molto bene a questa variazione.Verso la fine del pezzo le stesse 8 note fanno da sottofondo ad un breve parlato spazzato poi via dalla voce di Simone che si dondola nell'ultimo ritonello prima di chiudere il brano sulle note che lo hanno aperto. Dancing in a hurricane Suoni tribali ed arabeggianti, sui quali la Simmons fa danzare la propria voce (bene ma non benissimo) portano l'ascoltatore da tutt'altra parte. Le lyrics sono molto belle, anche se la melodia non colpisce proprio a segno, segue duetto Simmons/Jansen e poi un break di percussioni sul quale Simone cerca di adattarsi, ma la sua impronta culturale è forse un pochino troppo distante da quella che il brano vuole farle impersonare, il risultato è comunque molto buono, questi ragazzi hanno una ottima capacità interpretativa. Tear down your walls Quasi tutto il primo minuto è di intro, finché poi batteria e chitarra non rubano la scena con una mitragliata seguita da un intrepido riff che lascia il posto al grawl e poi finalmente Simone riporta l'ascoltatore in un contesto più melodico. Il tutto si ripete fino intorno al quarto minuto, dove c'è un break e poi il brano si spegne in sinfoniche fiamme di metallo. The Holographic Principle Dei cori creano un'atmosfera profonda, che introduce a delle note di pianoforte che vengono poi sostenute da suoni di archi e lentamente il pezzo si arricchisce di strumenti fino a metà circa del secondo minuto, in cui la chitarra esordisce con un breve assolo, introducendo l'ascoltatore alla parte più "concreta" del brano. Un pezzo colossale, davvero intrigente che conclude un album che segna il cambiamento di un'era.


Traccia più interessante: The Holographic Principle - A Profound Understanding Of Reality

Sample track - Edge Of The Blade


Tracklist
1- Eidola
2- Edge of the Blade
3- A Phantasmic Parade
4- Universal Death Squad
5- Divide and Conquer
6- Beyond the Matrix
7- Once Upon a Nightmare
8- The Cosmic Algorithm
9- Ascension - Dream State Armageddon
10- Dancing in a Hurricane
11- Tear Down Your Walls
12- The Holographic Principle - A Profound Understanding Of Reality