lunedì 21 novembre 2016

Intervista ai Neverhush




NEVERHUSH
INTERVISTA A CURA DI:A.Hunt

Oggi, siamo in compagnia dei Neverhush, band capitolina, già in attivo da circa una decade. I Neverhush, hanno visto un'interruzione del proprio percorso musicale, che tuttavia, prelude ad una rinascita, che segneranno a breve con la release party della loro nuova fatica "Senza Regole". Come webzine, abbiamo già avuto il piacere di assistere ad un live dei Nostri (leggi l'articolo), che debbo dire la verità, mi ha lasciato piacevolmente impressionato, sia per la qualità della musica e dell'esecuzione ma soprattutto per la grande passione e veracità che contraddistingue questa band. Mosso dalla curiosità di saperne di più su questi ragazzoni, e sulla loro musica, di concerto con la band, ho deciso di realizzare una breve intervista, che spero vi presenti al meglio (per chi ancora non li conoscesse) questi simpatici e grintosi musicisti.
Buona lettura.

Partiamo subito con una curiosità:
Ho avuto modo di assistere ad un paio di vostri live. Già all’epoca scrissi che dalla vostra musica e dalla vostra personalità, si sente tanta “strada”, tanta voglia di gridare. E’ per questo che avete scelto come nome “Never Hush”?

Hai quasi centrato in pieno...ma in realtà è una cosa più interiore, nel senso che dentro di noi non ci sarà mai silenzio.
Ogni emozione ogni problema che ci assale ogni insicurezza la viviamo prima dentro di noi, sai quella vocina che ti rincuora e ti dice cosa sia meglio fare o come sia meglio affrontare ogni situazione? In fondo in fondo dentro di noi non ci sarà mai silenzio.

Come mai, in un mondo praticamente anglofono, la scelta coraggiosa della lingua italiana?
Perché no? Può sembrare una cosa di puro patriottismo e per certi versi lo è davvero...ma l’italiano è una delle lingue più belle e affascinanti del mondo, racchiude in se cultura, poesia e storia.
Perché dovremmo abbandonare una lingua così bella e che comunque essendo italiani ci caratterizza e ci rappresenta?

Guido e Stefano. Due voci, due chitarre. C’è molta complicità, si vede e si sente. Come avete trovato questo connubio?
Può sembrare una frase fatta ma ci siamo trovati nel momento in cui ci siamo conosciuti.
Da subito abbiamo capito che c'era molta intesa tra di noi, nel modo di vedere la musica e di comporla.
Negli assoli cerchiamo di aiutarci sempre cercando la giusta direzione...
Ma a dire la verità non ci abbiamo lavorato troppo sul nostro rapporto, è stato così da subito!

So che a breve, farete la release party (alla quale state pur certi che non mancherò) del vostro secondo disco “senza regole”. Qualche indiscrezione?
Esatto il 7 gennaio 2017 al Jailbreak live club.
Innanzi tutto ci teniamo a dire che sarà il disco della nostra rinascita...
Già, perché i Neverhush sono morti per un periodo di tempo fino a che non abbiamo ritrovato lo spirito giusto per rinascere. Amiamo definirci un po' come l’araba fenice che rinasce dalle sue ceneri, più forte e luminosa di prima.
Sarà un disco più duro del primo,
Dove comunque non mancheranno dei pezzi più dolci....
Nuove accordature ma comunque sempre hard rock.

Per chi ancora non vi conoscesse, quali sono le tematiche che intendete affrontare con la vostra musica?

Per lo più, i nostri testi parlano di vita vissuta, dei nostri sentimenti,
Delle nostre paure e della nostra rabbia,

Senza accantonare comunque il sociale. La politica è un argomento che teniamo e terremo sempre fuori dalla nostra musica..

So che siete in attività da molti anni, per l’esattezza 13. Dovete per forza aver vissuto almeno un aneddoto assurdo. Raccontatemi il momento più folle della band

Il momento più folle è stato sicuramente il periodo di 2 giorni trascorsi a San Remo rock.
Ci sono stati momenti veramente assurdi dal primo al secondo giorno, dall' aver dormito in un mulino ad acqua dove il padrone era un vecchio nazifascista convinto,
fino al giorno dopo dove a San Remo rock eravamo gli unici a fare rock,
Dove un bambino con la maglietta dei metallica si è avvicinato a Guido per fargli i complimenti sulla sua Explorer e la mamma spaventata lo ha portato via,
Ma ce ne sono talmente tante, e tante neanche le ricordiamo bene. E tante non si possono raccontare hahahaha.

Cosa si prova ad aver diviso il palco con un artista come Tiranti?
Roberto Tiranti: immenso.
Un artista e soprattutto un uomo con un cuore come il mondo.
Con noi è stato fantastico fin da subito, appena incontrato sembrava che ci conoscessimo da anni.
E questo ci ha portato a dividere il palco con lui per altre 3 volte e speriamo ce ne siano ancora.
È stata un' emozione fortissima e indimenticabile,
Per di più Roberto ci ha regalato la sua voce sul nostro disco,
Un artista imparagonabile come è imparagonabile la persona.

Cosa pensate della scena italiana? Vedete una speranza di ripresa?
È molto meglio quello che si muove nell’underground che quello che c'è di famoso in Italia.
Potremmo citare Un infinita’ di band del sottosuolo italiano che spaccano di brutto,
Al contrario se parliamo di scena italiana “affermata e famosa”.
siamo purtroppo in un paese dove la cultura musicale è veramente bassa,
dove non c'è tutta questa voglia di scoprire cose nuove.

Cosa vi aspettate dalla vostra musica?
Ci aspettiamo che qualcuno ci si riconosca dentro, che magari un nostro pezzo possa renderlo felice nei momenti tristi o che possa dargli la forza di rialzarsi quando e a terra. Se riusciremo a fare questo, anche con una sola persona avremo già vinto.
Lo sappiamo, è una grande aspettativa ma è quello che ci preme di più.

Il vostro pezzo favorito dei Never Hush?

Non abbiamo un vero e proprio pezzo favorito, dipende da come ci sentiamo. Abbiamo un pezzo per ogni giorno della vita, ma sicuramente, “senza regole” è uno di quelli che amiamo di più.

Il vostro motto?

La band è una famiglia. Noi non suoniamo e basta, siamo parte di qualcosa di più grande.

Salutate a modo vostro il popolo di Roma di Metallo
Un abbraccio a Roma di metallo ed a tutti i suoi lettori. Lunga vita al rock and roll
Dai never-fottuti-hush

Il trailer del video di "Senza Regole" girato da Simone Serafini