martedì 7 marzo 2017

Live report 19-02-2017 - Doyle - Traffic


Locale: Traffic
Data:   26/11/2016

Bill:

Doyle
Hollywood Groupies
Uncovered for Revenge

Report a cura di: Fabio Berserk
Fotografia: Marco OttaiGALLERIA COMPLETA

in collaborazione con:


“Un brivido corre lungo la schiena, si esegue la scansione del tuo cervello, il tocco di congelamento della paura che vivo in maniera insana, anche se tento di combattere, trascinato dal silenzio in cui si nasconde 'till you SCREAM”

La mia introduzione si rifà ad un brano: Scream, di uno degli album a cui sono più affezionato dei Misfits “Famous Monster del 1999”. Credo che non ci sia brano o scelta del titolo più indovinato della serata. Abbiamo assistito, grazie al Traffic di Roma sempre all’avanguardia con le scelte dei musicisti da esibire dal vivo ad uno spettacolo senza precedenti. Questa volta è toccato ai Doyle, creatura nata dalla mente di Paul Caiafa in arte Doyle Wolfgang Von Frankenstein classe 1964 musicista Italo-americano nato a Lodi. Mettetevi seduti davanti ad una bevanda calda e fumante ed addentriamoci in questo evento….




Uncovered for Revenge

Sono gli uncovered for revenge i primi a salire sul palco.La  band romana di rock/alternative metal con all’attivo un ep, "Life" del 2016 apre le danze con un repertorio che ricorda una sorta di crasi fra  Guano Apes ,Cranberries ed Anouk.
A mio avviso, fuori contesto per la serata.
Sono bravi, anche se ancora acerbi. Mostrano delle solide basi, che con i dovuti accorgimenti, potrebbero portarli a qualcosa di musicalmente concreto, per quanto lontani dal mio personale gusto musicale.
I cinque brani proposti, scorrono via piacevolmente, a testimonianza delle capacità di questa band. Sono stati - putroppo - un po' penalizzati dal contesto, che avrebbe dovuto essere più simile all'apertura di una "cripta"
Nonostante tutto, buona anche l'interazione con il pubblico.

Band da tenere sott'occhio e da posizionare nel giusto contorno

Line up:
Giorgia Albanesi - Vocals
Stefano Salvatori - 
Guitar  

Daniele Sforza - Bass
Matteo Salvatori - 
Drums

Set list:
Can’t be saved
Ignorance
Postcard
Such a big lie
Tomboy
Hollywood Groupies


Con gli Hollywood Groupies, si alza l'asticella. La band suona un Hard & Heavy classico. Sono liguri, più precisamente di La Spezia.
Hanno All’attivo due album: Bitchcraft - 2014 e From Ashes to Light - 2016.
Vengono rpoposti in sede live 6 brani, estrapolati da entrambi gli album.
Sono un misto fra Bullet for my Valentine, Blink 182 , Steel Panther per i testi ma decisamente molto più morbidi per il sound e parenti alla lontana dei Crash Diet. Lo show è stato decisamente più incisivo rispetto alla prima band ma non abbastanza per appoggiare il maestro della serata. Suono pulito e buona preparazione tecnica.
Come per la prima band, però, il pubblico ha assistito ed applaudito timidamente. Forse è mancata quella scarica di adrenalina che mi sarei aspettato per una serata del genere , quell'emozione che ti sale dallo stomaco và al cuore e ti annebbia il cervello.
Buona l'interazione con il pubblico - molto professionale .
Forse, possono risultare un po' anonimi ma sono sicuro che con un pizzico di cattiveria e pathos in più, otterrebbero l'effetto desiderato.
Promossa, dunque, la piacevole mezz'ora del loro show


Line up:
KELLY  - Lead guitar
ACE  - Rhytm-guitar
CONDOR - Bass
MIRKO - Drums


Set list:
That’s all my life
Glory Hole
High Voltage
Come To life
Rebel’s with no name
The Wheel

Doyle
E’ arrivato il momento tanto atteso. Durante i preparativi, esco a prendere una boccata d’aria ed incrocio Mr. Wolfgang Doyle che stà per salire in scena col suo seguito, lo sguardo basso ed i muscoli tesi come un guerriero; un gladiatore pronto a sentire il boato dell’arena, che non ha mancato di arrivare.
La scena si è rivoluzionata sul palco grazie anche all’ottima performance dei musicisti, in particolar modo del vocalist Alex Story - che si è dimostrato essere una persona disponibile e gentile anche giù dal palco - soprattutto nella cover dei misfits "Die Die Die my darling", durante la qule si è buttato per terra cantando e muovendosi in modo convulso e tarantolato. Ciò mi ha ricordato non poco i deliri da palcoscenico del grande Sid Vicious. E' stato incredibile, la vera essenza del punk! Story, non ha mancato neanche di scambiare alcune interazioni col pubblico, particolarmente divertenti, annunciando, prima dell'inizio di ogni brano, un pezzo romantico, sdolcinato e strappalacrime che in realtà, non è mai arrivato.
Tecnicismo e perfezione sul palco: il punk Goth è anche questo. Soprattutto però il vocalist ha saputo essere all'alltezza di un Doyle granitico in tutti i sensi.
Già, perchè il modo di suonare di Doyle, soprattutto nei brani di Abominator - ultimo nato in casa risalente al 2013 dopo la dipartita dai Gorgeous Frankenstein - mi ha ricordato molto il compianto Dimebag Darrell. Anche la scelta del nuovo batterista non poteva essere più azzeccata. Il giovanissimo Brandon Pertzborn è una vera macchina. Non ha sbagliato un passaggio, deliziando il pubblico anche a metà show con un pregevole assolo: un ottimo stratagemma usato per temporeggiare, mentre gli altri artisti si dissetavano.
Per mio diletto, sono riuscito ad ottenere un plettro da mr Doyle, arrivato nelle mie mani direttamente dalle sue nerborute. E' uno che ci mette anima corpo e cuore per suonare, povera chitarra!
Per la setlist si è saccheggiato "Abominator", senza mancare di includere anche brani dagli album dei Misfits ed una cover niente male di "Strutter" dei Kiss - più cattiva e potente dell’originale. Niente affatto male, anzi, confesso che mi è piaciuta più dell’originale come quando nel leggendario concerto dell’Init di Roma del 2009 i 69 Eyes proposero la cover di Deuce, anche lì un’altra storia rispetto all’originale.
La musica è questo. Quell’energia che si è scatenata, aprendo la botola della cripta del male, portandoci in un mondo popolato da zombie e ghoul Goth Punk quale quello di Doyle (Misfits) .
E' stato un crescendo sempre più potente dove la gente ha veramente fatto di tutto ma sempre senza creare problemi. Posso dire in tutta tranquillità che ogni goccia di sudore versata, sia sul palco che dal pubblico,ne è valsa la pena, in cambio di uno show del genere. Avrei voluto anche Scream dal vivo ma non c’è stato modo, come anche una foto con mr. Doyle, purtroppo solo accetta a chi ha pagato il biglietto Vip. Peccato. Mi ritengo comunque soddisfatto. E' stata una di quelle serrate che ricorderò per tuttà la vita e potraò raccontare ai miei nipoti, una volta vecchio  (ascoltate l’attacco del brano Abominator mi darete ragione).
Della serie:"Io c’ero...ho visto Doyle e la sua band"

This is punk!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Set list:
Abominator
Head Hunter
Learn to Bleed
Queen wasp
Where eagles Dare
Devil Lock
Valley of the Souls
Mark Of the Beast
Cemetary Sexx
----Drum Solo-----
Green Hell
Blood Feast
Last Caress
Dreaming Dead girls
Strutter
Skulls
Die Die Die my darling
Hope hell is warm

Line up:
Alex Story - Vocals

Doyle Wofgang von Frankenstein - Guitar
Brandon Pertzborn - Drums
Brandon Strate - Bass