lunedì 23 gennaio 2017

File Not Found-Firewall

Artista : File Not Found
Disco : Firewall
Genere : Heavy/Thrash/Alternative metal
Durata : 38'
Tracce:  10
Anno: 2016 

Etichetta:


Voto: 8

Recensionea cura di: Marco Durst

Roma è il centro storico mondiale dove la civiltà venne creata; Nei secoli ha subito cambiamenti storici, alcuni strutturali, ma ha sempre mantenuto intatta la propria importanza e la propria maestosità. Le radici di Roma sono profonde, ben radicate, e nel tempo la società ha continuato a piantare i propri semi in attesa di una nascita. Ma c'è qualcuno che nel 2010 piantò il seme che in futuro sarebbe divenuto un successo: parliamo dei File Not Found! La metal band romana, formata appunto nel 2010 da Leonardo Meko (voce, chitarra ritmica), Claudio Buricchi (basso), Marco Cinti (batteria, seconda voce) e Christian Di Bartolomeo (chitarra solista – sostituito poi da Leonardo Noschese) raccoglie oggi i frutti di un passato colmo di fatica, cambi di line up, inventiva e voglia di emergere, debuttando con il loro primo album "Firewall": un disco carico di emozioni composte in note, che riesce a non annoiare l'ascoltatore neppure per un momento, unendo diversi stili e dando vita ad un ottimo lavoro nella scena metal underground romana. L'album si apre con "Switch On": un intro 'informatica' composta da suoni palesemente digitali che, molto dettagliatamente, apre il file di "Legacy": L'energia sonora non tarda ad arrivare accompagnata da profondi riff e rullanti da capogiro, mentre l'ardente ritmica segue passo passo l'egregico basso che si fa strada in questa track dannatamente heavy, con venature thrash.
Gli arpeggi iniziali spalancano le porte a "My Agony", accompagnati dall'intensa voce del frontman che dipinge un degno quadro sonoro, prima che i mordenti riff entrino nello scenario per completare l'opera, mentre i piccoli solo inebriano l'anima. "Words Bite" prende possesso del pennello che dipinge su questa tela sonora, divenendo padrona dell'arte; Una ritmica non eccessivamente spinta evidenzia la struttura strumentale, che con la sua imponenza, sinfonie e colpi di scena riempie idilliacamente la track. Degli afrodisiaci arpeggi stendono il tappeto rosso per "Foreign Edge", che fa il suo elegante ingresso accompagnata dall'imminente dote vocale del cantante; Anche qui la band riesce a creare un profonda atmosfera, con momenti di ballad alternati ad un rock allo stato puro: combinazione intrigante. La rovente "Leave The Shit Behind" funge da davanzale dal quale si affacciano le prorompenti sonorità della band; una struttura ben realizzata con radici profonde, impiantate dall'imponenza di un ardente basso ed accattivanti scambi ritmici, colorati dalla voce del frontman. Si parte in quinta con "The Song Of Concrete Leaves Tree": un accattivante pezzo che a tratti riporta alla mente il sound dei Black Label Society; L'intera track è un armonico pilastro sonoro che sorregge l'intero album, con la sua andatura rovente che possiede l'ascoltatore incitandolo a muoversi e a tirar fuori tutta la sua energia. Arriva il momento di placare i bollenti spiriti e di farsi cullare da "Crisis":
ballad armoniosa che riempie quasi per intero il pezzo, prima che il sound metallico faccia sobbalzare il pubblico con il suo energico ingresso, concludendo il brano in maniera esemplare. Gli arpeggi di "Insomnia" aprono la ritmica lenta e perfettamente strutturata del pezzo; la voce del frontman riesce ad allietare l'animo dei fan, allo stesso modo di una emotiva band emotivamente ideale che sa quando arriva il momento di darci dentro, con alternati attimi di quiete a pura energia. A chiudere l'album c'è la bipolare "Born", che divide in due parti la sua struttura sonora: iniziando con una ballata strappalacrime, per arrivare all'esplosione di un metal alternativo; Un miscuglio a dir poco perfetto, colmo di emotività, impatti sonori e una corposità che chiude il disco in maniera encomiabile. Un inizio col botto per gli adrenalinici File Not Found, che con il loro "Firewall" riescono ad acquistare la fiducia del loro pubblico. L'album è un intero percorso sonoro, un disegno nel quale i FNF riescono a trasporare l'anima e la mente dell'ascoltatore, che può positivamente perdersi tra le sonorità di un metal/rock estremamente imponente.


Traccia più interessante : My Agony

Sample track  - Non disponibile


Tracklist
1- Switch On
2- Legacy
3- My Agony
4- Words Bite
5- Foreign Edge
6- Leave The Shit Behind
7- The Song Of Concrete Leaves Tree
8- Crisis
9- Insomnia
10- Born