martedì 7 giugno 2016

OZAENA - Recensione di Beneath The Ocean

Artista: Ozaena
Disco: Taken
Genere: Groove
Durata: 46'
Tracce: 11
Anno: 2016 

Etichetta: L.A. Riot Survivor


Voto: 5

Recensionea cura di: A. Hunt



Beneath the Ocean è un disco che, dall’intro, promette bene. Tuttavia, come si suol dire, “mai giudicare un libro dalla copertina” - anche se la copertina di questo lavoro è piacevole ed interessante.
Senza ombra di dubbio, il lavoro degli Ozaena, rientra nei canoni del groove, pur esprimendo - a tratti - delle ambienze generali che ricordano un po’ i più celebri S.O.A.D. e delle contaminazioni dal Thrash di vecchio stampo.
Un disco molto “americano” che segue in toto il trend affermatosi negli States già da prima del 2000, con pochi assoli e fraseggi quasi assenti ma non per questo sgradevoli. Pur rimanendo un disco piacevole, Beneath the Ocean è qualcosa di inquadrabile all’interno della sfera del “già sentito”. Nonostante alcune variazioni melodiche ben congegnate e di difficile inserimento all’interno del genere, questo lavoro degli Ozaena non mi convince fino in fondo. Sembra mancare di varietà stilistica e compositiva, che nel complesso è l’unica grande pecca del disco.
Dopo “Beneath the ocean”, eponima dall’atmosfera ansiogena e profonda, il disco parte molto energicamente con “Nature Creates”, brano dall’impatto iniziale sicuramente notevole ma che perde un po’ quella spinta, durante il resto del percorso.Qualcosa sembra non tornare sul missaggio delle voci in alcuni punti . Segue “Seven”, che pur rimanendo nell’ambito dei brani meno vari del disco, mantiente per tutta la sua durata l’energia promessa dall’inizio, rimanendo sulla falsa riga della precedente. Arriviamo così alla terza traccia “Choke”, che si apre con un ritmo più classico, ma che già dal primo down tempo torna sullo stile di “Nature Creates”, mantenendo anche quel qualcosa che non suona sulle voci. E’ comunque un pezzo più vario, che si differenzia dai precedenti, per la presenza di un assolo che potrebbe risultare piacevole ad alcuni, meno ad altri ed una chiusura davvero inaspettata, che apre il pezzo successivo, “Cosmos”. Si torna alla profondità dell’intro, promettendo una variazione stilistica inaspettata, considerando che si è quasi alla metà del disco. Tuttavia, dopo circa un minuto e mezzo, le promesse iniziali vengono parzialmente disattese, con un ritorno alla prima metà dell’ LP. Cammino a ritroso, che viene confermato da “Fake it ‘till you make it”, aperta da un cow bell di dubbio gusto e che sostanzialmente, a meno di un fraseggio verso i tre quarti del brano, nasce cresce e muore come gli altri precedenti. Cow bell a parte, “Panopticon” sembra veramente la prosecuzione della traccia precedente, come così pure “Way of the void” che però, presenta un assolo ed una variazione più importante verso la metà. Carino l’escamotage con cui si apre il breakdown, annunciato dalla voce. Finalmente “Freeze” arriva a smuovere un po’ la questione, con un sound molto “A perfect circle”, ed il cantato pulito. Molto interessante la parte parlata verso la metà del brano, che prelude un’esplosione di rabbia. Senza dubbio, questa è la traccia più interessante del disco, oltre ad essere l’unica a chiudersi in fade out.
“Ozymandias” si apre con un narrato piacevole, dalla pronuncia molto italiana (non per questo necessariamente sgradevole). Sostanzialmente ricalca un po’ lo stile dei brani precedenti, pur essendo leggermente più varia in fatto di struttura, a differenza della più “dritta” “Hadal Zone, che chiude il disco con un giro interessante sui tre quarti del brano.

A costo di passare per ignavo, non mi sento di sconsigliare questo disco, quanto non mi sento di consigliarlo. Il problema è che - almeno per quanto mi riguarda - questo lavoro rimane nel limbo delle mie indecisioni musicali e si piazza a metà della mia scala dallo 0 al 10.



Traccia più interessante: Freeze

Sample track - SEVEN


Tracklist
01 - Beneath The Ocean
02 - Nature Creates
03 - Seven
04 - Choke
05 - Cosmos
06 - Fake it 'till you make it
07- Panopticon
08- Way of the Boid
09- Freeze
10- Ozymandias
11- Hadal Zone