mercoledì 7 dicembre 2016

Livereport 27-11-2016 - The Match - Traffic



Locale: Traffic Live
Data:   27/11/2016
Bill:

The match - Firestarter dept
Aeternum







Report a cura di: Paolo Bietolini
Questa serata prometteva molto bene per la presenza dei The Match, il duetto basso e batteria composto da Francesco Gallo e Raphael Saini, quest’ultimo seguito dal sottoscritto da quando militava nei Chaoswave. Essendo un ex-batterista non potevo perdermi l’occasione di vedere un musicista che seguo da anni e che stimo moltissimo.

Aeternum

La data romana del Just Burn tour dei The Match viene aperta dagli Aeternum, band Heavy Metal romana in scena dal 2009.
Lo stile del gruppo è, per chi scrive, completamente nuovo, non perché sia totalmente alvulso dalle miriadi di band inedite facenti parte della costellazione Metal ma piuttosto perché si riesce a cogliere il diverso background di ogni musicista. I loro pezzi, sono  una bella fusione armonica di diverse esperienze, racchiuse in qualcosa che è comunque riconducibile all'heavy metal di vecchio stampo, seppur con venature di modernità.
La line-up è classica, due chitarre, basso, batteria e voce. Tutti e cinque sono stati completamente all’altezza di tenere il palco per circa quaranta minuti alternando brani d’impatto che arrivano in faccia come un pugno ben assestato e brani decisamente più fruibili come ad esempio Aeternaly.
Dal punto di vista musicale sono un gruppo che ha sicuramente gettato delle ottime fondamenta per i tempi che verranno. Annoverano nelle loro fila, Emiliano Tessitore (che naviga da qualche tempo con i Sailing to Nowhere) e Filippo martini, batterista dei Lead Free. I brani sono solidi e pieni di personalità ed il cantato è piacevole, in stile heavy metal classico (pulito con acuti ben assestati di tanto in tanto). Alla chitarra ritmica, troviamo un solido Franco Salvati, dalla plettrata corposa e profonda, mentre al basso, allievo di Gallo -  e si sente - Leonardo palestini, che prenderà parte alla Jam finale del prossimo Metal for Kids (7 dicembre Jailbreak). Si sente che è stato fatto un buon lavoro in fase di composizione ed arrangiamento; queste qualità le potremo ritrovare su disco nel 2017 quando debutteranno con il loro primo lavoro inedito.

Nota dolente riguardante gli Aeternum è la presenza sul palco. Talvolta hanno dato l’impressione di non aver organizzato molto bene il concerto, sebbene la scaletta fosse ben definita è mancata la fluidità tra i brani che altrimenti ci si aspetterebbe; anche se in minima parte è un aspetto trascurabile (in quanto sarà sicuramente oggetto di migliorie e permetterà al pubblico di godersi, finalmente, una band inedita), a mio avviso andrebbe curatao leggermente di più, al fine di ottenere uno spettacolo davvero ben fatto.


Line up:

Aleister Hunt: Voce
Emiliano Tessitore: Chitarra
Franco Salvati: Chitarra
Leonardo Palestini: Basso
Filippo Martini: Batteria

Setlist:

Vigor Mortis
Aeternally
Soultaker
Farewell
Black carnival
H.A.L.F.
Rebellion to God
Beside the side of the Sidewalk



The Match - Firestarters dept

Veniamo al sodo della serata con i The Match i quali ci hanno onorato della loro presenza durante il loro tour che dall’Italia li porterà in USA e infine in Europa (qui le date).
Prima di questa data erano un duo a me totalmente sconosciuto. Quando, informandomi in merito a ciò che avrei ascoltato, ho la definizione di “Funk Metal duet”, non nascondo che sono stato assalito da un milione di domande. Non capivo come due soli musicisti potessero portare avanti un concerto -oltretutto metal. Tuttavia, i Nostri mi hanno dato l'opportunità ricredermi ampiamente. Quello che viene fuori dal palco è un mix iper cazzuto di suoni caratterizzati da una potenza senza precedenti. Oltre ad'unamplificazione di tutto rispetto, ritengo che il loro "segreto", stia -ovviamente- anche nella loro preparazione tecnica, mai fine a sé stessa e sempre funzionale alla Musica.
Parliamo di un bassista e di un batterista, davvero molto tecnici ma che sanno fare sfoggio delle proprie doti, senza mai strafare o risultare monotoni. Lo slap al basso è semplicemente micidiale. Gallo non si risparmia neanche nei pezzi più morbidi e fa sfoggio anche delle sue capacità da vocalist (del resto è stato il frontman degli eleven prime). Saini, dal canto suo, non è certo da meno. Riesce a percuotere le pelli della batteria con potenza inaudita, senza perdere di precisione nei cambi di tempo, neanche quando si parla di pezzi particolarmente tirati.

A corredare la scena della loro performance, Deaddy Minerva, uno scheletro anatomico , mascotte ed infaticabile compagno di viaggio del Duet, agghindato a dovere - cuffie, cap, e led nelle orbite - e posizionato sul palco, come fosse un terzo elemento della band. Dietro alla chitarra "chicco" style, e ad un mircofono dai quali sembrano davvero provenire le "fake guitars & vocals" di cui si parla nel progetto. Questo dettaglio, a sottolineare l'animo comunque giocoso di un progetto serio ma che trasuda voglia di divertirsi e, per dirla alla romana "fare un po' di caciara"
Il loro repertorio passa anche attraverso un favoloso medley dei Prodigy che include Firestarter, Spit Fire and Breathe che di certo non fa rimpiangere le originali (solitamente odio le cover e le personalizzazioni dei brani famosi). 
Ne deriva quindi un concerto totalmente godibile e pieno di groove che non stanca mai. 

Line up:

Francesco Gallo: Basso
Raphael Saini: Batteria




Unica nota dolente della serata, l'acustica. Il locale é un buon posto dove assistere a degli show. Ha un soffitto basso ed è lungo ma non è affatto disagevole ascoltarci della musica. Il problema è stato rappresentato dai volumi eccessivamente alti, sia sul palco che sotto, tanto da far correre ai ripari buona parte del pubblico, con dei tappi (improvvisati o meno). Immagino che anche la situazione sul palco, non fosse molto migliore ma, chiaramente influenzando anche la capacità di espressione delle band (difficilmente chi non si sente riesce a suonare come vorrebbe).C'è da dire che il tecico, è comunque una persona di esperienza, e non è il primo arrivato e che è abbastanza difficile gestire un locale che suona così tanto ed un impianto così potente, quando la sala non è gremita al massimo.

In conclusione, posso dire di aver assistito ad una bella serata. Le due band che si sono esibite, hanno dato prova di essere più che valide e di sapersi divertire, anche quando la situazione non è idilliaca.