sabato 12 marzo 2016

Livereport 05-03-2016 - ELDRITCH - Traffic Live Club

Locale: Traffic Live Club
Data:     05-03-2016  

Band:
Eldritch - Scarlet Records
Sailing to Nowhere - Scarlet Records
Noumeno - House of Ashes Production
Timestorm

Report a cura di: Hunt /Schrikker
Foto di: G.V. Photography


Serata decisamente movimentata, da ricordare, quella dello scorso 5 Marzo, al Traffic live club. Sul palco si sono succeduti nell’ordine: Timestorm,Noumeno, Sailing to nowhere ed Eldritch (questi ultimi da Livorno). Ciascuna delle band in scena ha contribuito a delineare i contorni di una serata tutt’altro che monotona, una kermesse metal, che nonostante il numero delle band (eh si, quattro band sono un pochino pesanti da reggere) e le condizioni climatiche non proprio favorevoli, non ha certo deluso le aspettative del pubblico



Aprono i Timestorm, tornati a calcare le scene capitoline dopo tanto tempo, presentandosi però con una lineup rinnovata e potente.
Armonizzazioni ariose e sincronia, perfetta anche nei numerosi cambi di ritmo. La voce è acutissima, ed a proprio agio, apprezzabile nonostante i piccoli problemi tecnici del locale. Il basso è ruvido ma preciso e si inserisce perfettamente nel contesto,picchiando sulle note basse in modo deciso e vigoroso.Nella prima parte, i componenti sembrano leggermente slacciati gli uni dagli altri, forse anche a causa dell’assenza del batterista, rimpiazzato egregiamente da Cantiano, dei Noumeno. Tuttavia, questa sensazione svanisce quasi subito, lasciando il posto, nella memoria ad un’apertura bomba!



Lineup:
Pierpaolo Calore - voce
Faber Troy - Chitarra
Giuseppe Longo - Chitarra
Emiliano Cantiano - Batteria (special guest per l’occasione)


Setlist:
Katarsis
Labiritnth od dreams
Genesis
Lost in the net




Potenti e coesi, sin dall’inizio, tanto nel suono quanto nello spettacolo. Un live mai noioso, nonostante si tratti di una performance esclusivamente strumentale. Questi quattro ragazzi, offrono una musica di una qualità davvero superiore, sia dal punto di vista della costruzione che da quello dell’esecuzione. Le due chitarre sembrano una cosa sola e nonostante la tecnica e la velocità richieste da ogni singolo brano, il lavoro viene svolto egregiamente da questi simpatici (davvero molto!) ragazzi. Il basso è un maglio demolitore, che si incastra perfettamente fra i giochi di chitarre e quelli della batteria (ma quanto proveranno?!).
I tre, spesso e volentieri, si muovono all’unisono, regalando a chi assiste un bello spettacolo. Batteria precisa e letale, nonostante il doppio live di Cantiano. Non perde potenza neanche quando la tecnica necessaria all'esecuzione sembrerebbe richiederlo.


Lineup:
Emanuele Calvelli - Basso
Emiliano Cantiano - Batteria
Danilo Carrabino - Chitarra
Matteo Salvarezza - Chitarra

Setlist:
Shores of insanity
Gnu entry
Visionary schizzophrenia
24
Noumeno
Jason baker tribute
Rodeo bing



La serata è di un certo spessore ed è difficile da mantenerla allo stesso livello. Ma i Sailing to Nowhere, sembrano riuscirci senza problemi, nonostante siano alla fine di un tour e vicini all’inizio di un altro. Restano sempre molto uniti, sia dal punto di vista musicale che scenico, anche quando annunciano l’entrata in scena della nuova cantante, Federica Garenna, che si mostra preparata e completamente a proprio agio, nonostante la forte coesione preesistente fra gli altri componenti fra i quali sembra essersi inserita molto bene (d'altra parte, parliamo di ragazzi di una professionalità notevole, che nella musica si vede anche e soprattutto da questo genere di cose) e le prestazioni di Marco Palazzi, che ancora una volta non delude le aspettative del pubblico. Nonostante la formazione implichi una certa preponderanza delle voci, la chitarra di Lanzillo e la tastiera di Valentina de Iuliis, non vengono sminuite ed anzi, trovano il proprio spazio anche durante la collaborazione dal vivo con Leonardo Porcheddu (chitarrista notevole, oltre che noto). Stupiscono molto la qualità e la potenza della batteria. Noè (che picchia come un fabbro) non sbaglia un colpo. Anche il basso di Cruciani non delude. Composto e pulito ma con personalità.
Ottima l’interazione col pubblico, alla quale non solo i cantanti, ma tutta la band, sembra essere molto abituata.

Lineup:
Federica Garenna - Voce
Marco Palazzi - Voce
Valentina de Iuliis - Tastiere
Andrea Lanzillo - Chitarra

Carlo Cruciani - Basso
Giovanni Noè - Batteria

Setlist:
No Dreams in My night
Big Fire
Fallen Angel
Lovers on planet Earth
Sweet Rain
Sailing to Nowhere
You won’t dare


La storica band livornese, torna nella capitale con un suono più carico e grosso che mai. Forti della presenza scenica di Terence Holler alla voce, gli Eldritch riescono ad appassionare il pubblico nonostante l’ora tarda e la setlist abbastanza ampia. Il gruppo è ben consolidato, e può attingere da un vasto repertorio, maturato in un quarto di secolo d’attività. 
Le chitarre sono agili e ben coordinate. Escono con un suono preciso e ben definito, come così pure il basso e la batteria. Visivamente non molto coesi, stante la validità di ogni singolo componente, sia dal punto di vista tecnico che da quello artistico, sopperiscono a questa piccola mancanza con una grandissima esperienza, che gli permette di tenere sotto controllo anche i piccoli problemi tecnici che sporadicamente, si sono manifestati nel corso di tutta la serata. Insomma, una chiusura perfetta, per una serata che è iniziata bene e finita meglio.

Lineup:
Terence Holler - Voce
Eugene Simone - Chitarra solista
Rudj Ginanneschi - Chitarra ritmica
Alessio Consani - Basso
Raffahell Dridge - Batteria

Setlist:
Reverse
Save me
The dark inside
Broken
Inside you
Changing Blood
Tasting the tears
The face i wear
Danger zone
Deviation
Mother Earth
The world apart
Bleed mask bleed
The blackened Day
Still screaming