giovedì 10 marzo 2016

Recensione di Rock 'n Rome - Sküll Jack

Artista: Sküll Jack
Disco: Rock 'n Rome
Genere: Hard Rock
Durata: 13'
Tracce: 4
Anno: 2016 





Voto: 6.5 / 7


Recensione a cura di: Paul Beatroot - A. Hunt


Rock’n Rome è una corposa dimostrazione di quanto ancora il Rock ‘n roll vecchio stampo sia vivo e vegeto, a dispetto di quanto dicano i maligni. Gli Sküll Jack prendono in mano lo spirito originale del rock’n roll, conferendo al proprio lavoro la vitalità che troppo spesso manca alle band contemporanee. Un sound brutto sporco e cattivo, per parafrasare Ettore Scola, quello di Rock’n Rome, la cui apertura è segnata da una marcetta stile “preparati, che adesso ti apriamo il culo”.
A mantenere questa promessa, almeno nella prima metà del lavoro, ci pensano il suono violento e corposo del basso e della chitarra, definendo da subito con chi abbiamo a che fare, senza badare ad inchini o convenevoli. “March of Death”. Intro compatta e prepotente, nel più classico stile Hard Rock.
"Shadow Rider" scaraventa con prepotenza l’ascoltatore in mezzo al pezzo. Un salto indietro nel tempo, quando la musica era più suonata che pensata, quando la filosofia di vita era “pochi cazzi e tanta botta”. L’assolo è azzeccatissimo, perchè non tradisce le aspettative di chi ascolta e ridà respiro ad un pezzo che per struttura e genere, sarebbe altrimenti monotono.
Segue "Mezcal", pezzo tiratissimo in cui energia e violenza influenzano il mood dell’intero brano. Notevole l’atteggiamento del basso, potente e disinvolto, che non ha problemi a rimanere da solo con la batteria.
Scars è un pezzo che non ci si aspetta da una band come quella che si è ascoltata fino ad ora. Soprattutto dopo un pezzo come Mezcal. E’ una ballad sentita e comunicativa che esplode e si sporca, a sottolineare il senso del testo.

I riff potenti e l’idea di un suono volutamente demodè, vengono mantenuti durante tutta la demo che, forse per il posizionamento delle tracce, soffre di una punta di ripetitività
Molto interessante la dicotomia basso - voce, che vede la contrapposizione fra lo strumento - dal suono netto e potente -  e la voce calda ma gentile del cantante bassista Lorenzo Wolfrider, che in alcuni momenti, suggerisce una forte influenza dei Doors, almeno dal punto di vista vocale. Molto interessante, sempre nello stesso contesto, anche il contrasto stilistico con la musica, che pur mantenendo la propria personalità, si avvicina rispettosamente alle sonorità dei grandissimi Motorhead. Convincono anche le distorsioni usate sulla voce (come in shadow rider). Meno convincenti invece, i cambi tempo o le ripartenze su cui forse, la band avrebbe dovuto badare un pelo di più alla precisione.


In conclusione, con questa demo, gli Sküll Jack si presentano come una band molto più che promettente. Acerbi ma dalle belle idee, ed un sapore decisamente polveroso, a metà fra il motociclista ed il cowboy, come non se ne sentiva da tempo.


Traccia più interessante: Scars

Sample track - Shadow Rider


Tracklist
01 - March of Death
02 - Shadow Rider
03 - Mezcal
04 - Scars