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lunedì 23 gennaio 2017

Intervista ai Forever Still




FOREVER STILL
INTERVISTA A CURA DI:A.Hunt

Oggi, siamo in compagnia di Maja, voce dei Forever Still, band nordeuropea (precisamente danese), che ha recentemente accompagnato i Lacuna Coil, esibendosi all'Orion , per la data romana del Tour
(leggi qui il live report del nostro Barabba)

Parlami del progetto "Forever Still" per quanti non lo conoscono ancora

I Forever Still, sono un gruppo di hard rock melodico, nato in Danimarca (Copenhagen, per l'esattezza), iniziato dal polistrumentista Mikkel Haastrup (basso nei live) e Maja Shining alla voce. Assieme, nel 2013, abbiamo realizzato e pubblicato il nostro primo EP "Breaking Free" e di recente il nostro  album "Tied Down" per Nuclear blast, nel 2016


Parlando delle Lyrics, qual'è lo scopo della vostra musica? Volete veicolare un messaggio particolare attraverso di essa?
Penso che il messaggio sia rivolto all'ascoltatore individuale e che il significato che si può attribuire ai nostri testi, possa variare da persona a persona e da canzone a canzone, a seconda dell'interpretazione che l'ascoltatore riesce a dare. Le lyrics sono il dialogo con delle cose che ho bisogno di esternare ed alle quali danno forma. In un certo senso, sono una specie di terapia. La speranza è quella che l'ascoltatore riesca ad interiorizzare le stesse cose, ascoltando la nostra musica, arrivando a provare una esperienza simile a quella che intendo trasmettere ed a capire che non sono soli con le loro emozioni. Almeno, questo è quello che la musica ha sempre significato per me

Arrivate dalla Danimarca. Come webzine rivolta principalmente al panorama italiano, mi interessa molto sapere cosa le band estere pensano del nostro pubblico, comparato agli altri
Quest'anno, assieme ai Lacuna Coil, siamo venuti in Italia per la seconda volta (ed in Spagna per la prima). Ho trovato un pubblico davvero caloroso. E' abbastanza in contrasto con la Scandinavia...generalmente noi siamo più riservati. In Italia, senti quel calore speciale che ti arriva fin sopra il palco, sia come musicista che come essere umano, anche quando sei allo stand del merch. Quando vieni in Italia, puoi sempre aspettarti baci, abbracci e fotografie

Da quanto ne so, avete cominciato come una band fai da te. Quanto è stato difficile costruire una fanbase solida?
E' vero. E' molto difficile, perchè ci sono tantissime band che "combattono" per ottenere l'attenzione di potenziali fan. Devi fare una buona musica da portare in giro e lavorare instancabilmente per promuoverla. Lo abbiamo fatto per diversi anni, mettendo da parte oni altra cosa. La musica è stata la nostra priorità. Penso che debba essere proprio così, se si ha realmente intenzione di farcela nel music business odierno

Parliamo del tour con i Lacuna Coil. Come ci si sente a dividere il palco con una band così? Cosa pensate di loro?

Essere in tour con i Lacuna Coil, mi ha resa veramente molto felice. Penso che facciano il paio perfetto con noi, parlando musicalmente! Prima di cercare questo tour, abbiamo chiesto ai nostri fan chi avrebbero voluto vedere sul palco con noi. I Lacuna Coil erano nella top 3. Vedere questo tour realizzarsi mi ha resa davvero felice. A livello personale, posso dire che sono incredibilmente dolci, molto cordiali. Mi mancheranno molto


Avete mai pensato di partecipare a qualche evento benefico? Se si perchè, e se no perchè?
Certo! Credo che sia qualcosa che a ognuno di noi piacerebbe fare, avendo una causa per cui lottare. Essere sotto i riflettori, ti da una possibilità di fare qualcosa in più, per aiutare il mondo a diventare un posto migliore. Penso che tutti noi dovremmo lavorare in questo senso, nel nostro quotidiano. Anche delle picole cose possono fare una grande differenza

Raccontami della vostra vita da band. Sicuramente avrai qualche aneddoto strano o divertente.
Nell'ultimo giorno di tour, è costume delle band e degli addetti ai lavori, farsi qualche scherzetto. Durante il set dei Lacuna Coil, entrambe le band hanno invaso il palco su "Nothing stands in our way". Avevamo pianificato tutto col fonico, che ha nascosto dei microfoni sul palco. Così siamo saliti tutti sul palco all'improvviso con gli strumenti, mentre mandavamo il tutto in streaming dallo stage!

Cosa vi aspettate dalla vostra musica?
Spero che riusciremo a portarla a molte persone, soprattutto a quelle che pensano di essere sole, coi loro sentimenti, con ciò che fanno e spero che possa aiutarle a migliorare. Ho parlato con molti fan che pensano che la musica li abbia aiutati in qualche modo. Vorrei riuscire a far arrivare questa sensazione a tutti.

Il  vostro  motto
Smetti di sognare, comincia a fare. Penso che la maggior parte delle cose nella vita, possa essere raggiunta con pazienza, perseveranza ed olio di gomito

Dai un consiglio alle band emergenti
Mettete nel vostro cuore il motto della domanda precedente. Non aspettatevi che siano gli altri a fare le cose per voi. Attivatevi. Ci sono migliaia di band che cercano di raggiungere il vostro stesso obiettivo. Siate migliori, lavorate sodo, in maniera intelligente. Siate gentili con tutti. Cercate di essere sicuri di stare lavorando con le persone giuste e che ci sia una comuione di intenti, oltre che la stessa morale.
Saluta i lettori di Roma di Metallo

Grazie a tutti per la vostra attenzione e per questa intervista. Grazie a tutti coloro i quali erano presenti alle date con i Lacuna Coil. Speriamo di tornare in Italia in primavera

Forever Still - Tied Down




lunedì 21 novembre 2016

Intervista ai Neverhush




NEVERHUSH
INTERVISTA A CURA DI:A.Hunt

Oggi, siamo in compagnia dei Neverhush, band capitolina, già in attivo da circa una decade. I Neverhush, hanno visto un'interruzione del proprio percorso musicale, che tuttavia, prelude ad una rinascita, che segneranno a breve con la release party della loro nuova fatica "Senza Regole". Come webzine, abbiamo già avuto il piacere di assistere ad un live dei Nostri (leggi l'articolo), che debbo dire la verità, mi ha lasciato piacevolmente impressionato, sia per la qualità della musica e dell'esecuzione ma soprattutto per la grande passione e veracità che contraddistingue questa band. Mosso dalla curiosità di saperne di più su questi ragazzoni, e sulla loro musica, di concerto con la band, ho deciso di realizzare una breve intervista, che spero vi presenti al meglio (per chi ancora non li conoscesse) questi simpatici e grintosi musicisti.
Buona lettura.

Partiamo subito con una curiosità:
Ho avuto modo di assistere ad un paio di vostri live. Già all’epoca scrissi che dalla vostra musica e dalla vostra personalità, si sente tanta “strada”, tanta voglia di gridare. E’ per questo che avete scelto come nome “Never Hush”?

Hai quasi centrato in pieno...ma in realtà è una cosa più interiore, nel senso che dentro di noi non ci sarà mai silenzio.
Ogni emozione ogni problema che ci assale ogni insicurezza la viviamo prima dentro di noi, sai quella vocina che ti rincuora e ti dice cosa sia meglio fare o come sia meglio affrontare ogni situazione? In fondo in fondo dentro di noi non ci sarà mai silenzio.

Come mai, in un mondo praticamente anglofono, la scelta coraggiosa della lingua italiana?
Perché no? Può sembrare una cosa di puro patriottismo e per certi versi lo è davvero...ma l’italiano è una delle lingue più belle e affascinanti del mondo, racchiude in se cultura, poesia e storia.
Perché dovremmo abbandonare una lingua così bella e che comunque essendo italiani ci caratterizza e ci rappresenta?

Guido e Stefano. Due voci, due chitarre. C’è molta complicità, si vede e si sente. Come avete trovato questo connubio?
Può sembrare una frase fatta ma ci siamo trovati nel momento in cui ci siamo conosciuti.
Da subito abbiamo capito che c'era molta intesa tra di noi, nel modo di vedere la musica e di comporla.
Negli assoli cerchiamo di aiutarci sempre cercando la giusta direzione...
Ma a dire la verità non ci abbiamo lavorato troppo sul nostro rapporto, è stato così da subito!

So che a breve, farete la release party (alla quale state pur certi che non mancherò) del vostro secondo disco “senza regole”. Qualche indiscrezione?
Esatto il 7 gennaio 2017 al Jailbreak live club.
Innanzi tutto ci teniamo a dire che sarà il disco della nostra rinascita...
Già, perché i Neverhush sono morti per un periodo di tempo fino a che non abbiamo ritrovato lo spirito giusto per rinascere. Amiamo definirci un po' come l’araba fenice che rinasce dalle sue ceneri, più forte e luminosa di prima.
Sarà un disco più duro del primo,
Dove comunque non mancheranno dei pezzi più dolci....
Nuove accordature ma comunque sempre hard rock.

Per chi ancora non vi conoscesse, quali sono le tematiche che intendete affrontare con la vostra musica?

Per lo più, i nostri testi parlano di vita vissuta, dei nostri sentimenti,
Delle nostre paure e della nostra rabbia,

Senza accantonare comunque il sociale. La politica è un argomento che teniamo e terremo sempre fuori dalla nostra musica..

So che siete in attività da molti anni, per l’esattezza 13. Dovete per forza aver vissuto almeno un aneddoto assurdo. Raccontatemi il momento più folle della band

Il momento più folle è stato sicuramente il periodo di 2 giorni trascorsi a San Remo rock.
Ci sono stati momenti veramente assurdi dal primo al secondo giorno, dall' aver dormito in un mulino ad acqua dove il padrone era un vecchio nazifascista convinto,
fino al giorno dopo dove a San Remo rock eravamo gli unici a fare rock,
Dove un bambino con la maglietta dei metallica si è avvicinato a Guido per fargli i complimenti sulla sua Explorer e la mamma spaventata lo ha portato via,
Ma ce ne sono talmente tante, e tante neanche le ricordiamo bene. E tante non si possono raccontare hahahaha.

Cosa si prova ad aver diviso il palco con un artista come Tiranti?
Roberto Tiranti: immenso.
Un artista e soprattutto un uomo con un cuore come il mondo.
Con noi è stato fantastico fin da subito, appena incontrato sembrava che ci conoscessimo da anni.
E questo ci ha portato a dividere il palco con lui per altre 3 volte e speriamo ce ne siano ancora.
È stata un' emozione fortissima e indimenticabile,
Per di più Roberto ci ha regalato la sua voce sul nostro disco,
Un artista imparagonabile come è imparagonabile la persona.

Cosa pensate della scena italiana? Vedete una speranza di ripresa?
È molto meglio quello che si muove nell’underground che quello che c'è di famoso in Italia.
Potremmo citare Un infinita’ di band del sottosuolo italiano che spaccano di brutto,
Al contrario se parliamo di scena italiana “affermata e famosa”.
siamo purtroppo in un paese dove la cultura musicale è veramente bassa,
dove non c'è tutta questa voglia di scoprire cose nuove.

Cosa vi aspettate dalla vostra musica?
Ci aspettiamo che qualcuno ci si riconosca dentro, che magari un nostro pezzo possa renderlo felice nei momenti tristi o che possa dargli la forza di rialzarsi quando e a terra. Se riusciremo a fare questo, anche con una sola persona avremo già vinto.
Lo sappiamo, è una grande aspettativa ma è quello che ci preme di più.

Il vostro pezzo favorito dei Never Hush?

Non abbiamo un vero e proprio pezzo favorito, dipende da come ci sentiamo. Abbiamo un pezzo per ogni giorno della vita, ma sicuramente, “senza regole” è uno di quelli che amiamo di più.

Il vostro motto?

La band è una famiglia. Noi non suoniamo e basta, siamo parte di qualcosa di più grande.

Salutate a modo vostro il popolo di Roma di Metallo
Un abbraccio a Roma di metallo ed a tutti i suoi lettori. Lunga vita al rock and roll
Dai never-fottuti-hush

Il trailer del video di "Senza Regole" girato da Simone Serafini



sabato 12 marzo 2016

Intervista ai Ladyreaper

LADYREAPER
INTERVISTA A CURA DI:Flavio Adducci

Carissime e carissimi,
dopo aver visto i Lady Reaper il 27 Dicembre 2015 al Jailbreak, e soprattutto dopo aver ascoltato recentemente il loro album d'esordio, ho avuto la bella idea di fare qualche domanda stuzzicante a questi 5 scalmanati heavy metallers romanazzi in quella che è la prima intervista in assoluto di Roma di Metallo.
Buona lettura e...benvenuti nel mondo dei LADY REAPER!


Weilà ragazzuoli, come la va? Allora, prima di cominciare con l’abituale raffica di domanda, presentatevi ben bene ai lettori brutti sporchi e cattivi di Roma di Metallo.
TAAADAAAHH ecco i a voi i Lady Reaper! 5 ragazzi che non si accontentano, scalmanati e scalmananti!
Da qualche anno abbiamo invaso di prepotenza l’underground Romano/Italiano imponendo la nostra musica senza compromessi.
Ebbene eccoci qui, Simone Oz Calderoni alla voce, Berardo Bear Di Mattia alle pelli, Stefano Jekyll Coggiatti e Federico Red Arzeni alle chitarre e Gabriele Gimi Grippa al basso.
È inutile tapparsi le orecchie, sentirete parlare di noi!

Ho letto in giro che per un po’ di tempo avete avuto un tastierista. Sul serio? Come mai poi avete abbandonato l’apporto delle tastiere?
No no no no no, assolutamente no! Siamo sempre stati 5 fedeli alla combo ‘classica’ (doppia chitarra, voce, basso e batteria).
Il sesto uomo a cui ti riferisci è probabilmente Silvio Benvenuto, un ragazzo che abbiamo conosciuto qualche annetto fa e che ha prodotto il nostro primo EP “Northern Trilogy”, una piccola sperimentazione epic/power targata Lady Reaper.
Silvio ha contribuito con sintetizzatori e tastiere al demo ed è stato per diverso tempo un nostro punto di riferimento, aiutandoci in svariati campi.
Dobbiamo anche a lui la realizzazione del nostro primo album ‘Lady Reaper’ ma Silvio non è mai stato un membro del gruppo (in senso bruto)!
Ultimamente ha avuto delle ottime proposte di lavoro ed ha “giustamente” accantonato i suoi Reaper per un po’ ma noi continuiamo a volergli bene ed a considerarlo un fratello.
Siamo cresciuti molto grazie a lui ed abbiamo condiviso grandi esperienze, andate ad ascoltare la Northern Trilogy... sentire per credere!

Chi è la Lady Reaper?
Domanda lecita! Invece di risponderti come facciamo di solito (l’unione tra eros e thanatos freudiani, l’incontro tra forza generatrice e morte ecc ecc…) ti rispondiamo in modo alternativo, tanto per creare scompiglio.
La Lady Reaper sei tu!
La vita e la morte muovono l’uomo, rendono l’individuo poeta, artista... lo nobilitano.
Ecco, è grazie a queste forze che l’uomo si esprime, si esprime attraverso l’arte che è la sua massima espressione.
Letteratura, pittura, musica... tutte mosse dallo stesso istinto, dallo stesso conflitto tra vita e morte. In esse puoi trovare la Lady Reaper (allo stesso tempo morte e vita).
Quando la musica ti fa scorrere un brivido lungo tutta la schiena, quando ascolti DAVVERO le tue emozioni, quando ti tremano le mani per un libro, per un film o per un’immagine, quando l’uomo si esprime... ecco chi è la Lady Reaper.
L’anno scorso avete rilasciato il vostro bell’album d’esordio. Che però contiene solo 7 pezzi. Perché così pochi?
Chi ha deciso che i pezzi di un album devono essere molti?
Piuttosto che fare un album di 15 pezzi (di cui la metà sarebbero stati sicuramente riempitivi) abbiamo deciso di incidere i nostri primi, balordi, zozzoni, 7 pezzi.
Proprio così, avete davanti i primissimi 7 pezzi dei Lady Reaper! In un album che non è un album... spieghiamoci meglio:
come dice la scritta sulla cover dell’album “Drink my soul” quest’album è un cocktail di musica; raccoglie i nostri primi pezzi (ormai superati dall’esperienza acquisita) che altrimenti sarebbero finiti nel dimenticatoio.
Collocare questi brani nei lavori futuri sarebbe stato impossibile! Sono selvaggi, diretti, istintivi... non troverebbero spazio in un lavoro futuro ma non per questo devono essere scartati.
Quindi è stato semplice, siamo entrati in studio con l’idea di incidere i nostri primi pezzi e creare un ‘drink di anime’ suonato al meglio delle nostre capacità.
Considerate questo primo album come un assaggio, una goccia di cocktail dal calice della Lady Reaper.

Musicalmente parlando, mischiate molto bene, in un’ottica fondamentalmente vecchia scuola, l’heavy metal con l’hard rock e il blues. Ma è proprio da questi ultimi due elementi che a mio avviso vengono le vostre cose migliori. Siete d’accordo? Ma, più da vicino, quali sono le vostre influenze?
Siamo dell’idea che ogni gruppo crei un genere a sè: noi suoniamo il genere Lady Reaper! Facciamo quello che vogliamo, suoniamo quello che vogliamo: vuoi ascoltarlo? Mettiti comodo! Non vuoi? Pazienza! 
L’unica regola della musica è che non ci sono regole. State entrando nel nostro territorio e qui comandiamo noi!
Ci siamo decisamente stancati delle etichette e delle catalogazioni (assomiglio a... suono come... mi ispiro a...) ma che per caso è possibile ispirarsi AD UN SOLO artista? E non a TUTTA la propria esperienza musicale?
Stiamo parlando di cultura ragazzi: non puoi relegarci a discepoli dei Saxon, dei Maiden, dei Village People... noi siamo la summa di tutto quello che ascoltiamo e proviamo!
Ecco perché alcuni pezzi suonano un po’ Blues (“Tomahawk” o il ‘break’ di “Ace of Hearts”) mentre altri in modo più alternativo (“When Jekyll Becomes Hyde”) o Hard Rock.

Una domanda indiscreta: come stanno uscendo i nuovi pezzi? Sono metallici o più rockeggianti da far muovere il culo?
Aah, il Rock ‘n’ Roll, il piede che batte il tempo, le bandane colorate e i Jeans attillati...
Nostalgie a parte, tutti e due!
Abbiamo pronti più di un lavoro; le idee non sono mai state così chiare (discograficamente parlando) come lo sono ora. Abbiamo scritto pezzi più cattivi, decisamente malvagi ed incalzanti ma la componente pop non può mancare.
Il ritornello si deve cantare a squarciagola! Il piede deve battere il tempo!
Aspettate e tremate, vi sorprenderemo.

Cosa affrontate nei testi dell’album?
Letteratura, spesso.
Scriviamo storie con forti rimandi alla nostra tradizione culturale o semplicemente canzoni senza un perché. È bello scrivere per un pubblico, sia che si tratti di un testo semplice o che si tratti di un rompicapo!
Nel nostro primo album trovate “Catch the Moon” che altro non è che una ascesa alla luna attraverso diverse correnti letterarie; “When Jekyll Becomes Hyde” affronta la dualità di un Jekyll represso e non ancora Hyde (alla maniera del doppio ottocentesco, fedele al romanzo di Stevenson) e così via.
Sono storie, le storie che rendono l’uomo un animale così affascinante e complesso, le storie che vengono raccontate da sempre... e da sempre rielaborate.

Quali sono state le motivazioni del licenziamento dal gruppo di Daniele Petretto, che ha effettivamente suonato nell’album? Suona ancora in qualche altro gruppo? Ed è stato difficile trovarne un sostituto nella persona di Federico Arzeni?
Dan è stato un membro dei Reapers dai tempi della fondazione. Ha composto molti pezzi insieme a noi ed ha inciso effettivamente il primo album.
Entrato, però, all’accademia di belle arti si è visto costretto ad abbandonare il gruppo per necessità di studio.
Non se la sentiva di reggere i ritmi che gli stavamo imponendo, dunque ha deciso di farsi da parte. È stata una scelta molto matura: ha deciso di tirarsi indietro per non rallentare un gruppo.
Dan rimarrà sempre di famiglia, di tanto in tanto collabora con Oz ed insieme buttano giù un pezzo; non collabora con nessun altro gruppo (per quanto ne sappiamo) ma sta conseguendo moltissimi successi universitari... e ne siamo fieri!
Red? Il roscio? Davvero volete sentire questa storia?
Dovevamo suonare con i Manilla Road all’Exenzia di Prato, Dan era appena uscito dalla formazione e ci serviva un turnista.
Federico da quando l’avevamo conosciuto (tramite Berardo) era sempre stato un ragazzo mite, tranquillo e particolarmente educato.
Sapevamo che strimpellava la 6 corde ma non immaginavamo di certo che fosse un chitarrista coi CONTROCOGLIONI.
In poche parole, quasi per scherzo, gli abbiamo buttato lì la proposta di farci da turnista e di impararsi effettivamente 6 pezzi dei Reapers in una settimanella. Quando siamo andati alle prove ci ha stupiti con una maestria ed un tocco “accademico”, ma quando abbiamo fatto il nostro primo concerto è scattato l’amore!
Cavalcava il palco come se fosse il salone di casa sua (ed era la prima volta che suonava con un gruppo davanti ad un pubblico).
Non gli abbiamo neanche chiesto ufficialmente di entrare... dopo la data di Prato, Federico ERA DIVENTATO un Reaper!
Oggi è passato un anno e stiamo facendo cose grandiose insieme a lui, è sempre all’altezza della situazione e sta imparando (molto velocemente) a lavorare insieme al gruppo... cosa non facile, i musicisti ci sono testimoni!

Come vi è venuta l’idea di fare il lyric video proprio per “When Jekyll Becomes Hyde”? Parlateci della vostra collaborazione con Simone Serafini.
“When Jekyll Becomes Hyde” è il pezzo più moderno e frenetico del disco, vista la sua metrica estremamente serrata; per questo ci sembrava il più adatto per un lyric video! Abbiamo deciso di assoldare quel pazzo scocciato di Simone Serafini per un risultato al 100% psichedelico e fuori di testa..
Beh c’è riuscito! Il video è molto d’impatto e perfettamente coerente con la canzone; abbiamo apprezzato molto l’impegno con cui ci ha lavorato!
É stato divertente confrontarsi con lui, è diventato un nostro amico e qualche volta (se c’è la luna piena) potete vederlo tra il pubblico di un nostro concerto; al momento sappiamo che sta ottenendo ottimi successi con altre band, come ad esempio i lavori con gli Stage of Reality. Gli auguriamo di continuare alla grande come sta facendo adesso!

Ehm…qual è il più pazzo fra voi Lady Reaper?

Tutti ci accusiamo a vicenda di esserlo! Il problema è che abbiamo contagiato anche le persone che lavorano con noi... a partire dal nostro disegnatore ormai “zio” Umberto Stagni (Pastavolante) fino a Valerio Cascone degli Ozaena.
Li abbiamo fatti diventare tutti TUTTI pazzi!
Il momento più folle mai vissuto come gruppo? Scatenatevi con gli aneddoti!

Sicuramente il sopracitato concerto dei Manilla Road ha visto molta follia: siamo partiti in 5, con tanto di bagagli e strumentazione, cercando di entrare a forza in una macchina che a malapena aveva spazio per le nostre persone; abbiamo dormito in condizioni che dire “spartane” è un eufemismo, e siamo stati tutto il viaggio a stretto contatto (letteralmente) tra di noi, non facendo altro che bere, mangiare e suonare. Per decenza vi evitiamo di mettere nero su bianco tutte le cose folli che ci sono capitate in quei pochi giorni, ne lasciamo l’onore alla vostra immaginazione!

Eddaje, la raffica di domande si è conclusa. Ora scatenatevi ancora di più e salutate come volete.
É stato un piacere rispondere alle tue domande (decisamente mirate... mica pizza e fichi oh) ci siamo divertiti non poco!
Oz saluta come un capo indiano, Gimi con la manina da bimbo speciale, Bear tamburellando sulla tastastastastastastastiera, Red e Jekyll facendo l’onda energetica.

Lady Reaper loves you so much!


FaceBook Lady Reaper: https://www.facebook.com/LadyReaperBand/?fref=ts
Sito ufficiale: http://www.ladyreaper.it/