lunedì 22 febbraio 2016

Lady Reaper - "Lady Reaper" (2015)



Artista: Lady Reaper
Disco: Lady Reaper
Genere: Heavy metal/Hard Rock
Durata: 29'
Tracce: 7
Anno: 2015 

Etichetta: Sliptrick Records
Voto: 7


Recensionea cura di: Flavio Adducci


 
In questo generale e sempre più vitale ritorno alla vecchia scuola del Sacro Metallo a cui stiamo assistendo già da qualche anno, ci stiamo facendo rispettare anche noi romani. In tal caso, parlando di heavy metal in senso stretto, abbiamo vecchi leoni come i Messerschmitt e i Raff. Ma abbiamo anche giovani leoni come i Lady Reaper che, nati nel 2011 e stabilizzatisi nel Maggio 2012, a Marzo dell’anno scorso hanno fatto uscire per conto della statunitense Sliptrick Records l’omonimo album d’esordio dopo aver rilasciato nel 2013 l’autoprodotto concept-EP  “Northern Trilogy”.
Passando subito all’azione, i Lady Reaper hanno confezionato in quest’album 7 pezzi per soli 29 minuti tutto arrosto e niente fumo, i quali mostrano un gruppo molto affiatato. Ciò lo si sente per esempio dall’ottima interazione fra i due chitarristi Stefano Jekyll e Federico Red (a dir la verità nell'album ci ha suonato Daniele Petretto, poi sostituito appunto da Federico nell'Ottobre del 2014), che si aiutano a vicenda dando adito anche a delle brillanti parti soliste pure belle lunghe e curate. Ma lo si sente molto pure dal lavoro dietro le pelli di Berardo Bear, artefice di una prestazione dinamica e robusta capace di enfatizzare l’intero discorso magari tramite dei rapidissimi interventi in solitaria. E tanto di cappello pure a Simone Iron che, anche se lo preferisco di gran lunga nella sua versione più rauca e aggressiva, sa talvolta tirare fuori delle buone linee più melodiche.

Ma, più di preciso, che cacchio di musica fanno i Lady Reaper? Beh, i nostri hanno dato vita a un disco vario e ricco di spunti andando così dalla veloce cavalcata di “Dr. Chainsaw” all’heavy metal dai toni un po’ epicheggianti di “Catch the Moon” (di sicuro l’episodio più melodico del lotto anche perché parte a mo’ di ballata acustica), dall’hair metal dell’iniziale “Spit Out from Hell” (che contiene pure una breve accelerazione veloce introducendo così un po’ “Dr. Chainsaw”) al durissimo mid-tempo dal taglio più moderno e con finale rallentamento molto pesante di “When Jekyll Becomes Hyde” (di cui è stato fatto un bel lyric video curato dal videomaker Simone Serafini), pezzo che chiude il disco. Ma, signore e signori, il meglio deve ancora arrivare!

Eh sì, perché i Lady Reaper convincono pienamente nei pezzi più rockeggianti ravvisabili in un trittico veramente fantastico, che segue saggiamente i 6 minuti e mezzo di “Catch the Moon”. Sto parlando dell’autocelebrativa “Lady Reaper”, tutta goliardica con tanto di fulmineo assolo in solitaria di chitarra (che fa molto NWOBHM) durante i momenti finali; di “Ace of Hearts”, che sorprende l’ascoltatore con dei toni ancor più scanzonati non solo perché qui Gabriele Gimi “slappa” il suo basso che è una meraviglia mentre Berardo usa a tratti persino il mai tanto decantato campanaccio ma anche per una contagiosa e viscerale parte solista di derivazione blues; e dell’ancor più bluesy “Tomahawk”, dagli azzeccatissimi ritmi tribali di batteria. Per farla breve, è proprio qui che i Lady Reaper si scatenano del tutto dando fondo alle proprie potenzialità per creare dei pezzi spensierati completi pure di ritornelli da cantare finalmente tutti in coro.

Ma adesso basta con i pregi e cominciamo a elencare i difetti! I quali si sintetizzano in una “Dr. Chainsaw” non totalmente efficace perchè, più nello specifico, forse sarebbe stato meglio accorciare la strofa prima del ritornello così da rendere il tutto molto più fluido; e nella durata troppo breve del disco, anche perché esso convince appieno a partire dal 4° pezzo, ragion per cui non mi sarebbero dispiaciuti uno-due brani in più.

Ed eccoci arrivati alle conclusioni. I Lady Reaper hanno confezionato insomma un album sì molto radicato nell’immortale heavy metal degli anni ’80 ma che si segnala soprattutto per un trittico di canzoni da cui i nostri potrebbero ripartire per le future produzioni lavorando quindi maggiormente sulle proprie influenze, anche settantiane, di stampo più hard rock e blues. Ma, per farvi capire che i Lady Reaper si fanno veramente il culo per la loro musica non lasciando nulla al caso, ora non solo vi dico che dal vivo i culi li spaccano veramente ma il 19 Marzo suoneranno all’Exenzia aprendo nientepopodimeno che per lo storico e prolifico gruppo NWOBHM Demon! Dai, che cazzo state aspettando? Andate a vederli, bestie!



Traccia più interessante: "Ace of Hearts"

Sample track: Lady Reaper - "When Jekyll Becomes Hyde"
 
Tracklist
01 - Spit Out from Hell
02 - Dr. Chainsaw
03 - Catch the Moon
04 - Lady Reaper
05 - Ace of Hearts
06 - Tomahawk
07 - When Jekyll Becomes Hyde