sabato 26 marzo 2016

Recensione di Ursa - Novembre

Artista: Novembre
Disco:   Ursa 
Genere: Prog/death/Doom/Gothic
Durata: 90'
Tracce: 10
Anno: 2016


EtichettaPeaceville Records



Voto: 9.5 / 10


Recensionea cura di: A.Hunt


Era nell’aria, atteso da troppo tempo - e non a torto - il nuovo album dei Novembre.
Con Ursa, la storica band nostrana, ribadisce le proprie idee, raffinandole nell’ insolito ossimoro di potenza e malinconia, al quale ci ha abituato nei tempi passati. L’atmosfera assolutamente suggestiva, catapulta l’ascoltatore in una dimensione interiore - quasi onirica - che lo conduce ad una naturale introspezione, alla quale è impossibile sottrarsi. Ursa segna una tappa importante nel cammino dei Novembre, che nell’ultima decade - o poco meno - sono stati assenti dalla scena (al punto da farne vociferare uno scioglimento), quasi rappresentando il frutto di un ritiro ascetico, durante il quale, i semi piantati con “Materia” e “The Blue” hanno germogliato, dando vita a fiori fumosi, bellissimi e multiformi.
E’ difficile descrivere la sensazione generale trasmessa dall’ultima fatica dei Novembre. Una volta schiacciato il tasto play, è impossibile staccarsene; almeno non senza provare quello strano misto di sofferenza e malinconia che si manifesta quando qualcosa si interpone fra noi e ciò che amiamo fare, costringendoci a posporlo. Ursa è una perla scura e lucente, un racconto malinconico da ascoltare col fiato sospeso e che lascia quella strana sensazione di abbandono, una volta terminato.


La chitarra di Massimiliano Pagliuso alterna momenti duri e taglienti a fraseggi straordinari, dalla bellezza noir, passando per ogni tipo di virtuosismo tecnico che si possa voler ascoltare in un disco. Tutto è li, al suo posto: quando serve e quanto basta. Mai eccessiva, o pretenziosa. Si sposa perfettamente con la voce di Carmelo Orlando, che nonostante l’armonia generale del disco, riesce ad incastonarvi anche il growl, senza eccedere. Ad impreziosire questo lavoro, collaborazioni di spessore. Al basso Fabio Fraschini, vecchia conoscenza dei Novembre. Fraschini, ha infatti lavorato con i Novembre per l’album Materia.  Alla batteria, un’altra vecchia conoscenza, ‘stavolta della scena metal capitolina e non solo: David Folchitto.
Scelte oculate ed azzeccatissime, per la sezione ritmica,che assume una rilevanza importante in questo lavoro, considerata la rotta che la Band ha intrapreso con Materia e che, in parte era già nell’aria in Dreams d’Azur.

Australis Apre il disco, con lo sciabordio delle onde ed un intuibile richiamo al passato, nella discografia della band, quasi a ricordare a chi ascolta, quale fosse l’ultimo passo fatto, prima di interrompere il proprio percorso per un periodo così lungo. Il suono è morbido e la voce,intona quasi una nenia, che ci guida fino alla seconda parte del pezzo, dove esplode in un growl che da il la alla partenza del disco.
Ursa, al centro esatto dell’album, è la crasi perfetta dei vari generi che influenzano lo stile dei Novembre. Con un tocco di death e progressive, mai troppo violenta e senza scadere in inutili tecnicismi (incomprensibili ai più), mantiene le ambienze tipiche del doom e del Gothic, sintetizzando anni di lavoro in una manciata di minuti.
Fin, come da titolo, chiude l’album lasciando all’ascoltatore quel senso di nostalgia ed abbandono che ha costretto il sottoscritto a far ripartire la playlist più volte. La partenza lenta e melodica, lascia presto il posto ad un’esplosione ritmico-vocale ben congegnata, salvo poi tornare sui propri passi, per cambiare tonalità e ritmo più volte. Tecnicamente e stilisticamente, la chiusura perfetta, che mette il punto ad un lavoro ben studiato e ben assortito, sia dal punto di vista musicale che da quello grafico. Un LP d’obbligo nella collezione di qualsiasi melomane

Questo disco ha una sola definizione, nella testa di chi scrive e la parola, è facilmente immaginabile. E’ un lavoro che consacra definitivamente i Novembre come precursori dei tempi, in fatto di gusto, atmosfera e qualità del prodotto, sia dal punto di vista della stesura, sia da quello dell’esecuzione


Traccia più interessante: Bremen/The Rose

Sample track - Umana

Tracklist
01 - Australis
02 -The Rose
03 - Umana
04 - Easter
05 - Ursa
06 - Oceans Of Afternoons
07 - Annoluce
08 - Agathae
09 - Bremen
10 - Fin